martedì 9 agosto 2016

ITALIA - AQUILEIA - CITTA' ANTICA ROMANA


Aquileia fu fondata dai Romani nel 181A.C. e divenne il secondo più importante città dell’impero, grazie alla sua posizione strategica tra l'Oriente e Occidente, il suo sito archeologico di eccezionale importanza è stata scritta nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’ UNESCO dei siti culturali.




***  Aquileia resistette alle ripetute incursioni di Alarico (401 e 408) ma non ad Attila che in seguito all'incidentale crollo di un muro della fortificazione riuscì a penetrare nella città devastandola (452) e, si dice che, spargendo il sale sulle rovine, la prese costringendo i legionari che aveva fatto prigionieri a costruire macchine da assedio in uso presso i romani e massacrò o fece schiava gran parte della popolazione. Alla figura di Attila sono legate due leggende: una inerente al crollo delle mura di Aquileia ed un sogno premonitore grazie al quale Attila conquistò la città; l'altra sul Tesoro di Aquileia , sepolto per evitare che fosse depredato. Sopravvissero l'autorità della sua chiesa e il mito di una città che era stata potente, benché ormai il suo dominio diretto si limitasse ad un territorio di ridotta estensione che aveva i suoi punti di forza nell'area urbana con lo scalo marittimo e nel borgo di Grado. Quest'ultimo si sviluppò ed acquistò un'importanza sempre maggiore a seguito dell'invasione Longobarda del 568. Da quel momento la regione di Aquileia venne suddivisa fra romano-bizantini (che ne occuparono la zona litoranea) ed i Longobardi (la parte interna).
Nell VIII secolo la sede del patriarcato viene trasferita nella più sicura Cividale.

Verso l'anno Mille, si assiste alla rinascita della città, che tornò ad avere grande prestigio con il Patriarca Poppone (1019-1042), che riportò la sede ad Aquileia. 
Nel XV secolo la città fu occupata dai veneziani. Nel 1509 fu conquistata dal Sacro Romano Impero durante la guerra della Lega di Cambrai, ritornando sotto la Repubblica di Venezia al termine della guerra, la città seguì successivamente le sorti della Repubblica di Venezia, venendo annessa dagli Asburgo.
Nel 1918, dopo la sconfitta dell'Impero Asburgico nella prima guerra mongiale, fu annessa all'Italia, separata da quella che era la Contea di Gorizia e unita al resto del Friuli.








Si narra in una leggenda...
Nella memoria collettiva l'invasione degli Unni e la conquista di Aquileia da parte di Attila hanno lasciato una profonda impressione. Ancora oggi, nei modi di dire comuni del territorio, viene dato l'appellativo di "Attila" a chi si dimostra particolarmente aggressivo o distruttivo. Sono numerose le leggende nate su questo personaggio in relazione alla città, tre sono le più ricorrenti.
"L'assedio". Aquileia stava opponendo una dura resistenza agli invasori. Attila stava quasi per ordinare ai suoi la ritirata, quando vide allontanarsi in volo delle cicogne con i loro piccoli. Compreso che ormai la città non aveva più le provviste necessarie per sfamare la popolazione, mantenne l'assedio ancora per qualche giorno e riuscì a conquistarla.
"Il colle". Una volta incendiata la città Attila, ormai lontano, diede ordine ai guerrieri di portare della terra nei loro elmi e di riversarla in un punto prestabilito. I soldati erano molto numerosi ed in breve tempo riuscirono a formare una collinetta con la terra riportata, sulla quale Attila poté osservare i fumi elevarsi dalla città incendiata. Si dice che il colle sia quello di Udine, su cui sorge il castello, ma anche altre località della regione "pretendono" di avere la stessa origine.
"Il pozzo d'oro". Alcuni abitanti di Aquileia erano riusciti a fuggire prima dell'incendio, trovando rifugio nell'isola di Grado. Prima della fuga però avevano fatto scavare ai loro schiavi un pozzo in cui avevano nascosto tutti i tesori e gli oggetti d'oro. Per mantenere il segreto gli schiavi furono annegati, e il pozzo d'oro mai ritrovato. Questo mito era ritenuto talmente verosimile che, fino alla prima guerra mondiale, i contratti di compravendita dei terreni includevano la clausola "Ti vendo il campo, ma non il pozzo d'oro", assicurando l'eventuale ritrovamento al precedente proprietario.***
(Fonte: *** dalla Wikipedia)